Carbossi Terapia

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L’anidride che rimodella la silhouette
La soluzione Sos contro la pelle a materasso? La carbossiterapia.
Puoi provarla al Poliambulatorio San Pietro.
Cellulite e pannicoli adiposi sono provocati dall’alterazione del microcircolo, la rete di piccoli vasi arteriosi, venosi e linfatici,
che attraversano il connettivo. Se questi funzionano male, i tessuti si alterano e le scorie si accumulano con la formazione di edemi, noduli e buccia d’arancia. L’anidride carbonica inverte questo processo. Iniettata localmente, svolge una duplice azione: da un lato, vasodilata facendo scorrere nuovamente il sangue nei capillari, dall’altro, aumenta il drenaggio veno-linfatico, favorendo, così, la rottura delle cellule adipose rimaneggiando il grasso in eccesso. Il sangue scorre più velocemente, i tessuti ricevono più ossigeno, le tossine vengono smaltite e il gonfiore si riduce. La carbossiterapia è ben tollerata e non richiede sedazione.
Ottima anche l’associazione tra questa metodica e la mesoterapia omeopatica. Dopo aver insufflato l’anidride carbonica, che rivitalizza i tessuti, favorendo l’assorbimento dei principi attivi, si iniettano i rimedi omotossicologici (come fucus, ippocastano aesclulus, lilium), che aiutano a eliminare le tossine e i ristagni di liquidi.
Si consiglia di effettuare una volta alla settimana – alternandoli - i due trattamenti per un totale di almeno 10-15 sedute a cadenza settimanale, almeno un paio di vlte l’anno.
Attenua le smagliature
Scientificamente chiamate strie atrofiche, le smagliature sono strappi del derma, causati della rottura di fibre di collagene e di elastina. Possono colpire cosce, addome, glutei e seno e all’origine appaiono di colore rosso-violaceo. Con il tempo diventano bianco madreperla, segno che in quel piccolo lembo di pelle non arriva quasi più sangue. Per attenuarle, il medico inietta l’anidride carbonica a livelli molto superficiali, sotto le strie e al loro interno. Il potente effetto vasodilatatore di questo gas ripristina il corretto flusso sanguigno nelle aree asfittiche, migliorando, inoltre, l’elasticità cutanea grazie a una stimolazione diretta dei fibroblasti. Gli esiti più soddisfacenti si hanno sulle smagliature rosso-violacee, più recenti, ma è possibile attenuare anche quelle bianco-perlacee, di più antica data. Sono necessarie almeno 3-4 sedute, a seconda della zona da trattare.
Viso più giovane
Ma i benefici della carbossiterapia non finiscono qui. Perfetta per chi desidera ringiovanire il viso senza bisturi, ridisegna l’ovale e restituisce giovinezza e turgore a collo e a décolleté. Due gli step. Prima si inietta nel derma un cocktail di aminoacidi, che aumenta il ricambio cellulare e la sintesi di collagene ed elastina. Quindi si completa il trattamento con microiniezioni di anidride carbonica, per favorire la dilatazione della rete vascolare, ripristinando il corretto flusso di sangue nelle aree ‘asfittiche’ e migliorando, di conseguenza, la rigenerazione cellulare. La pelle appare più tonica e compatta e i contorni ridisegnati. In genere, servono 8 sedute alternate di carbossiterapia e biorivitalizzazione.
Aiuta, infine, a eliminare borse, zampe di gallina, rughe glabellari e nasogeniene. Lo specialista crea, direttamente sotto la ruga, una sorta di “tunnellizzazione”, inserendo un minuscolo ago a circa un millimetro di profondità. Per poi insufflare l’anidride carbonica che, in alcuni secondi, gonfia l’area trattata. Dopo pochi istanti il tutto si riassorbe e la ruga appare spianata. L’effetto è immediato. E senza dolore. Per trattare tutto
il viso occorrono 3-4 sedute, ognuna di circa mezz’ora.
Box – Una storia lunga quasi un secolo
È un gas inodore e incolore, conosciuto da tutti: l’anidride carbonica (o C02). A differenza del suo diretto “antagonista”, l’ossigeno, sinonimo
di vita, è associata ai fumi malevoli dello smog. Eppure si è dimostrata preziosa sia a scopi terapeutici che estetici. La tecnica, che si basa sul suo utilizzo, si chiama carbossiterapia e nasce in Francia negli anni ’30 presso la stazione termale di Royat (Clermont-Ferrand), per curare malattie vascolari. Allora l’anidride carbonica era somministrata per via percutanea mediante bagni carbo-gassosi secchi o in acqua carbonica (CO2 al 99,4%). Negli anni ’90, vieneimportata anche in Italia, nella stazione termale di Rabbi (TN), con le stesse caratteristiche dei bagni francesi. Per consentire l’uso di questo gas anche al di fuori dell’ambito termale, si è poi cominciato a somministrarlo sottocute grazie a un’apposita apparecchiatura, risolvendo non solo patologie vascolari e ferite difficili, ma anche accumuli adiposi e cellulite, cedimenti della pelle e segni del tempo.








