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Le rughe? Sottili o marcate, superficiali o profonde. A tracciarle sul tuo viso sono il tempo, le espressioni, il sole e le aggressioni climatiche. Per attenuarle, spesso non basta una crema specifica. Oggi puoi ricorrere ai filler. Il Medico estetico le riempie dall’interno, iniettando nel derma sottostante una sostanza bio-compatibile, come l’acido jaluronico, quindi ben tollerata e assorbita progressivamente dall’organismo. I vantaggi di questi trattamenti? Sono sicuri, indolori, non richiedono test preliminari, i risultati si vedono subito e durano da qualche mese a un anno. Per le più sensibili, c’è persino la variante arricchita con lidocaina, un leggero anestetico, che agisce localmente.

Quindi, puoi effettuarli nella pausa pranzo o in qualunque momento libero. E tornare al lavoro o alle tue attività, con il viso levigato. Eventuali rossori e piccoli ematomi scompaiono nel giro di poche ore, al massimo un paio di giorni. Negli ultimi anni, l’utilizzo dei filler si è progressivamente ampliato. Sono impiegati anche per l’aumento e/o il rimodellamento di labbra, fronte, zigomi e mento, e per la correzione di solchi naso-labiali, zampe di gallina e rughe perilabiali. La sostanza resta la stessa – acido jaluronico, appunto -. A variare, a seconda degli obiettivi, la consistenza della molecola. Ecco perché anche lo strument cambia: dall’ormai classico microago all’apposita “penna” fino microcannule ad hoc, rigide o molto flessibili. Ecco una mini-guida per conoscere altre possibilità estetiche dei filler, oltre a quella di levigare le rughe. 

 

Rimodella il viso

L’ovale ha perso turgore e compattezza. Puoi puntare su una nuova tecnica “rimodellante”, il Plump up. Lo specialista crea un’invisibile “impalcatura” di sostegno dei tessuti, inserendo un acido jaluronico particolarmente fluido, (come il Restylane Vital Light), in direzione perpendicolare alle grinze delle guance (dallo zigomo al mento), che  diventano visibili nello stringere la pelle tra pollice e indice.

Più precisamente, le micro-iniezioni seguono delle linee immaginarie a reticolo con le rughe, simili a fili di sostegno.  L’effetto tensore è immediato e migliora nei 5-6 giorni successivi. Si consigliano 2-3 trattamenti a distanza di un mese. A cedere è l’arcata sopraccigliare?

Ideale un trattamento a base di acido jaluronico Nasha (Non Animal Stabilized Hyaluronic Acid) di media densità (o Perlane). Basta iniettarne qualche goccia sopra l’arco, per restituire tono e turgore a una zona strategica del viso, ottenendo un leggero rialzamento delle sopracciglia, che “apre” e ringiovanisce lo sguardo. Se, infine, con il passar del tempo, sono gli zigomi a essersi appiattiti, ideale l’innesto con una microcannula di Sub-Q, ovvero acido jaluronico ad alta densità.

 

Un nuovo “soft lifting”

L’ultima tecnica di di “soft lifting” naturale? La Soft Restoration.

Lo specialista inietta acido jaluronico mediante una sorta di “nano-cannula” del calibro di un ago tradizionale, ma più lunga e con la punta arrotondata. Una volta inserita, può essere manovrata facilmente per arrivare dov’è necessario, grazie alla sua flessibilità e alla scorrevolezza dovuta alla lubrificazione esterna. Evidenti i vantaggi: solo quattro pick ai due lati del viso, per rimodellare le aree interessate, in modo facile e preciso, agendo su tre livelli (profondo, medio, superficiale), senza dolore né traumi. Con la possibilità di utilizzare acido jaluronico Nasha (Non Animal Stabilized Hyaluronic Acid) di diversa consistenza, a seconda delle zone da trattare.

 

Labbra al naturale

Chi non desidera labbra irresistibili, carnose e sensuali come quelle di Angelina Jolie? Moltissime, quasi tutte. Ma solo un’esigua minoranza le ha in dotazione dalla natura. Per fortuna, la medicina estetica aiuta. L’importante è che il ritocco non si veda. Niente di peggio, infatti, che esibire vistose labbra “a canotto”. Per ringiovanirle, senza dare nell’occhio, si può puntare su una nuova tecnica di impianto.

Lo specialista inietta due tipi di acido jaluronico Nasha (Non-Animal Stabilized Hyaluronic Acid) in dosi minime e in punti strategici, a seconda della conformazione della bocca. Non per renderle più voluminose e sporgenti verso l’esterno, come spesso accade, ma appena più piene e ben definite. In un primo step, si impianta nella mucosa il Restylane Lipp, un gel di jaluronico dalla consistenza morbida e con particelle molto compatte tra loro che si dispongono a incastro, come i tasselli di un “puzzle” omogeneo e flessibile. Per poi ridisegnare con Restylane Vital (jaluronico più fluido) i contorni labiali che, negli anni, perdono precisione e compattezza, evitando così sbavature del rossetto. Con questo trattamento, si schiarisce anche la sottile stria di confine posta tra il vermiglio e la pelle, creando un effetto ottico simile a quello della matita”.

 

Mani e piedi più giovani

Mani scarne con tendini e vasi sanguigni? Il motivo è semplice. Con gli anni, diminuisce lo spessore del pannicolo adiposo sottocutaneo, già naturalmente scarso, mentre la pelle si assottiglia, diventa secca e atrofica. Per ringiovanirle, si può ricorrere a una tecnica molto semplice ed efficace.

Bastano tre piccole iniezioni di acido jaluronico piuttosto denso negli spazi intrametacarpali sul dorso delle mani, per depositare la giusta quantità di prodotto. Poi lo specialista massaggia la zona interessata sino a riempirla quanto e dove serve. Il risultato è immediato e dura circa 6/8 mesi: le mani riacquistano subito la rotondità della giovinezza. Che escano o no allo scoperto, donano un tocco di sensualità in più al corpo femminile.

Ma – ahimè – l’invecchiamento colpisce anche loro. I segnali? Dorso più scarno, la pelle sottile, grasso sottocutaneo meno spesso, vene e tendini

più evidenti. Per ringiovanirli, si può ricorrere a una serie di microiniezioni di acido jaluronico molto fluido, in grado di ripristinare il naturale equilibrio idrico. Non più con la siringa tradizionale, ma usando una speciale “penna” munita di un minuscolo ago. Si chiama Injector e permette di distribuire il prodotto a tappeto anche su zone estese, rilasciando piccolissime gocce, tutte uguali, che si comportano come micro-spugne. I risultati sono migliori se il trattamento è abbinato a un peeling specifico e a un impacco di crema restitutiva ed elasticizzante.

 

Box – Silhouette nuova senza bisturi

Un sogno fino a ieri. Oggi, una realtà: rimodellare la silhouette senza dolore, anestesia o postumi post-operatori grazie al Macrolane VRF (Volume Restoration Factor, vedi ) ed è un gel cristallino a base di acido ialuronico Nasha (stabilizzato, di derivazione non animale) a macro-molecole. Duttile, morbidissima, ma al tempo stesso densa e compatta, questa sostanza si integra con i tessuti, consentendo di riempire solchi e avvallamenti e creare sensuali rotondità dove necessario. Con esiti molto naturali sia al tatto che alla vista. E senza rischi. Molti gli obiettivi. Aumentare il volume del seno di almeno una taglia o ridefinirne profilo e turgore dopo diete drastiche, gravidanze e in caso di leggere asimmetrie, modellare glutei piatti o poco pronunciati, aumentare i polpacci, ridefinire e arrotondare i contorni della silhouette, riempire i vuoti lasciati dalla liposuzione o le cicatrici causate da traumi o interventi chirurgici, persino  scolpire i  pettorali maschili.

La seduta è ambulatoriale: dopo una leggera sedazione e un’anestesia locale, il chirurgo inietta in profondità questo particolare filler mediante apposite cannule. Niente cicatrici. L’effetto dura da 12 ai 18 mesi (dipende dalla zona trattata e dalla quantità di prodotto), poi sarà necessario un ritocco che consenta di conservare nel tempo i risultati ottenuti.

 

Box – Una sferzata di… vitalità per la pelle

Sembra un filler, ma non lo è. La tecnica iniettiva è la stessa, cambia l’obiettivo. Parliamo della bio-rivitalizzazione (o bio-stimolazione). Non riempie le rughe, ma previene e combatte efficacemente l’invecchiamento cutaneo su viso, collo, décolleté e mani. Per queste infiltrazioni si può iniettare nella zona interessata acido jaluronico particolarmente fluido da solo (mediante microaghi o “penna”) o abbinato a vari attivi (vitamine, aminoacidi, minerali, coenzimi…).

Nel primo caso, richiama acqua nei tessuti, ripristinando il giusto livello di idratazione e restituendo turgore, compattezza e luminosità alla pelle (il trattamento si chiama Hydroreserve). Unito ad altre sostanze, invece, stimola anche i fibroblasti a produrre collagene ed elastina e svolge funzioni antiossidanti. I più diffusi sono Jalupro (ialuronico + aminoacidi) e Nctf 135 (soluzione fisiologica di vitamine, aminoacidi, minerali, coenzimi, acidi nucleici). Quasi nulli, gli effetti collaterali: un leggero indolenzimento della parte trattata, di rado un piccolissimo ematoma, che scompare nel giro di poche ora. In genere, si prevedono cicli di 2-3 sedute nel giro di 4-8 settimane. Per mantenere i risultati, basta ripetere il trattamento ogni 4-6 mesi.

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