Macrolane

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Dall'esperienza Q-Med, primo produttore mondiale di fillers a base di acido jaluronico stabilizzato, con formula brevetta NASHA, è nato MACROLANE: sostanza macrolide a base di acido jalutronico NASHA con cui aumentare in modo naturale ed armonioso il seno, i glutei, i polpacci oppure per correggere concavità post traumatiche o chirurgiche cutanee e le cicatrici depresse. 

Macrolane è un presidio medico chirurgico sicuro, supportato da una casistica di oltre 10 milioni di trattamenti eseguiti al Mondo, con più di 60 Studi Scientifici pubblicati in letteratura Scientifica Internazionale. E' un gel che con il tempo si degrada naturalmente, con una tempistica nettamente superiore a quella di un filler impiantato ad esempio in uno zigomo (5-6 mesi contro i 15 mesi circa di un buon impianto Macrolane nel seno ). I risultati non permanenti non devono essere intesi come uno svantaggio. Anzi, spesso questa metodica rappresenta - più che un'alternativa al classico intervento chirurgico di mastoplastica additiva - un modo concreto, intelligente e sostanzialmente scevro da rischi di vedere aumentato ad esempio il volume del proprio seno, per una finestra temporale della propria vita, potendo scegliere dopo se non fare più nulla, sottoporsi nuovamente ad iniezione di Macrolane (possibile decidere con il Medico di quanto aumentare il volume) oppure sottoporsi al classico intervento chirurgico.   

Il Dott. Marcello Ruspi. Chirurgo Vascolare Specializzato con massimi voti accademici "cum laude" presso l'Università degli Studi di Milano, ha conseguito il Diploma in Macrolane presso la Casa Madre Q.Med, a Stoccolma nel 2009; da allora esegue con soddisfazione (propria e dei Pazienti) procedure con Macrolane presso il Centro Medico Sanpietro (che dirige) su braccia, mammella, fianco, glutei, polpacci, e per "perdita di sostanza" post traumatica o post chirurgica. 

Complicanze ? No, grazie. Il posizionamento di Macrolane è in realtà un intervento chirurgico minore, e tale DEVE RIMANERE. Deve pertanto essere eseguito con doverosa e dovuta perizia, in ambiente sanitario congruo, da parte di Chirurgo che conosce assai bene l'anatomia del corpo (e soprattutto dei vasi, per evitare fastidiose complicanze quali gli ematomi). Informatevi prima, è un vostro diritto, ma anche un dovere !

Come eseguo un impianto di  Macrolane? In Sanpietro voglio che ci sia massima e concreta attenzione ai dettagli, anche minori, perchè la Chirurgia è una cosa seria; è sostanza, non apparenza. Il Paziente, che ho già avuto modo di visitare in precedenza, si presenta a digiuno, all'orario fissato, con gli esami richiesti; compilata la cartella clinica viene fatto accomodare in Sala Chirurgica da parte delle Infermiere (le quali assistono a tutta la procedura) e fatto distendere sul letto operatorio (che può essere fatto muovere in diverse posizioni a seconda delle esigenze procedurali). Eseguo dunque l'anestesia locale: da questo momento il Paziente non avvertirà dolore, solo eventualmente un poco di fastidio. Procedo dunque alla corretta pratica di lavaggio delle mie mani con soluzione antisettica chirurgica ed indosso il camice ed i guanti sterili; posiziono dunque il campo operatorio e procedo con un piccolo taglio chirurgico mediante un bisturi. Introduco ora le cannule dissettive o non , smusse o no, di lunghezza variabile secondo il caso; creata una opportuna tasca introduco il Macrolane (a minore o maggiore densità, secondo il caso) rilasciandolo lentamente. Durante la procedura il Paziente non avverte in genere nessun dolore, se non un minimo fastidio per il volume della tasca che cresce; ma questo è il nostro obiettivo... ed il fastidio dura assai poco. Finita la procedura posso chiedere al Paziente di mettersi a sedere per vedere il risultato finale da un'altra angolazione ed eventualmente mettere in atto piccole correzioni di volume. Il taglio chirurgico necessita in genere di un solo punto di sutura per accesso. A fine procedura al Paziente viene praticata terapia antibiotica intramuscolo; posizionato del ghiaccio sulla regione trattata viene trasferito in Stanza dedicata ove rimane per alcuni minuti, sotto osservazione infermieristica. Poco dopo può essere tranquillamente dimesso. I punti di sutura devono essere tolti dopo 8 giorni dall'intervento. In genere nel post operatorio i miei Pazienti non avvertono alcun dolore, ed è rarissimo il caso di ematomi, citato più per dovere deontologico che per reale occorrenza nella mia casistica. So che alcuni Colleghi posizionano il Macrolane a mani nude (senza guanti !!!), con procedure dolorosissime e vasti ematomi nel post operatorio, senza praticare terapia antibiotica... Non è colpa del prodotto, ma della ignoranza chirurgica di costoro.   

BRACCIA: questo è un distretto assai difficile da trattare, poichè in prossimità della zona di accesso chirurgico si trova il fascio nevro-vascolare (arteria, vena e nervo brachiale) ed i vasi linfatici del cavo ascellare. Richiede quindi altissima competenza e perfetta conoscenza dell'anatomia vascolare; per il Chirurgo Vascolare l'accesso è più facile: egli conosce l'esatta ubicazione dei vasi, ed in genere non determina traumi vascolari (ematomi). Occorre infine intelligenza pratica: mettere troppo prodotto determina l'accumulo del Macrolane lungo il decorso del posizionamento del filler, con risultati antiestetici. Sono ad oggi uno dei pochissimi Chirurghi al Mondo ad eseguire iniezione di Macrolane in questo distretto, con risultati da buoni ad eccellenti. Oltre all'aumento del volume, infatti, la sostanza macrolide determina un aumento della idratazione dalla profondità alla superficie, con naturale ripristino di tante fastidiose rughette cutanee. 

MAMMELLA: come anticipato, il Macrolane risulta un'ottima alternativa all'intervento Chirurgico, rispetto a cui presenta grandi vantaggi: è una pratica veloce (al massimo richiede un'ora), si esegue in anestesia locale, non vi sono cicatrici, il risultato è subito visibile ed assolutamente naturale;  la Paziente può tornare a casa, o fare picocli lavori domestici, guidare l'autovettura, lavorare; ed in seguito eseguire autopalpazione, ecografia mammaria, mammografia (non più possibili dopo mastoplastica con accesso dall'areola mammaria); è possibile aumentare ulteriormente e progressivamente il volume delle mammelle sino al VERO risultato sperato mantenendolo con piccoli richiami semestrali od annuali.  Con il tempo ( 12-15 mesi ) Macrolane lentamente si riassorbe: la Paziente può decidere quindi se sottoporsi nuovamente alle iniezioni, ovvero non fare più  nulla ovvero sottoporsi all'intervento di mastoplastica.

Cosa richiedo alle Pazienti per il Macrolane al seno. Ovviamente occorre un'attenta valutazione clinica mammaria ma anche generale; occorre selezionare attentamente le Pazienti. Oltre ad esami ematochimici pre operatori richiedo un'ecografia mammaria, mammografia e valutazione senologica. Pretendo per sicurezza e fiducia che l'ecografia venga eseguita dal Dott. Franco Silva, (Chirurgo presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Milano), e la visita dal Dott. Massimiliano Cazzaniga (Chirurgo Oncologo presso IEO -Istituto Oncologico Europeo di Milano), due preparati Collaboratori che prestano la propria opera professionale in Sanpietro. 

Le Pazienti che si sottopongono a Macrolane possono soffrire dolore durante la procedura e comparsa di grandi ematomi nei giorni successivi. Questo non accade in genere in Sanpietro, sempre per l'esatta conoscenza dell'anatomia dei vasi sopra citata ma soprattutto per il rispetto del Paziente. Amo ovviamente eseguire la procedura in tutti i casi, anche se talora mi vedo costretto a risolvere ....i "danni" provocati da maldestro uso di Macrolane da parte di altri Colleghi, come nel caso fotografico riportato sotto. La Paziente si era rivolta in precedenza ad altra Struttura sanitaria per il posizionamento di Macrolane; ella aveva già di partenza la mammella sinistra più grande ed alta della destra, con una cospicua differenza della carenatura dello sterno; il Collega ha inspiegabilmente utilizzato più prodotto nella mammella sinistra, pronunciando la differenza anatomica; nel post procedura, avvertita dalla Paziente come assai dolorosa, ella ha avuto fastidiosi e duraturi ematomi. Ho corretto l'asimmetria con due piccole sedute assolutamente indolori, come da fotografie e video correlati, con perfetto risultato finale. Anche in questo caso non è colpa del prodotto, ma dell'ignoranza chirurgica del Collega. Informarsi è un Vostro diritto, ma è anche un dovere !!!

CICATRICI DEPRESSE E PERDITA DI SOSTANZA: il Macrolane è ottimo per trattare le cicatrici depresse (a cui eventualmente  aggiungere trattamenti con laser Palomar StarLux 1540 nm per una migliore risoluzione estetica, vedi ) o gli esiti di traumi, con perdita di sostanza.

GLUTEI, FIANCHI, altri distretti. Secondo la nostra esperienza il singolo caso deve essere attentamente valutato: oggi va molto di moda il trattamento dei polpacci. A mio avviso, dunque può non essere la Verità Assoluta, ciò ha senso solo nei casi di ipotrofia post traumatica od atrofia genetica, non certo per ottenere gambe più slanciate ed aggraziate. Per i glutei esistono metodiche ben più performanti e durature, quali ad esempio il Thermage. Dunque, attenzione e valutazione clinica !!!

COSTI. Dipendono da quanto materiale si utilizza. Io pretendo che il Paziente sia conscio e collaborativo, e che viva insieme a me l'introduzione di Macrolane. infatti il costo è strettamente dipendente da QUANTO materiale si utilizza (ovvero il numero di fiale) e dal materiale di consumo (camice operatorio, guanti sterili, campo operatorio, anestetico monouso, bisturi monouso, dissettori, punti di sutura in seta o materiale riassorbibile, antibiotico et coetera). Indicativamente una procedura per una cicatrice depressa può costare da 800 euro in sù, per un aumento volumetrico delle mammelle (che possono richiedere molte fiale) dai 3.000 ai 4.5000 euro, con mantenimenti annuali che richiedono poche fiale ( ad esempio 3 fiale 2.500 euro circa).   

 

Perchè scegliere il Dott. Ruspi ed il Centro Medico Sanpietro:

Il Dott. Marcello Ruspi è un Chirurgo Vascolare abilitato, in possesso di titoli ed ampissima esperienza chirurgica, dal tamponamento cardiaco ... in giù. La conoscenza chirurgica, anatomica, dei vasi. è un vantaggio per il Paziente, non solo in termini di risultato.

In Sanpietro nulla è lasciato al caso. Non solo ovvia ed attenta valutazione clinica e diagnostica pre procedura, ma anche precisione procedurale, con metodica eseguita in Sala Chirurgica nel rispetto delle normative e con massima attenzione all'asepsi. Considerando che questa procedura richiede molto spesso la semplice anestesia locale, la tecnica del Dott. Ruspi, pur incisiva, risulta assolutamente dolce e di minimo impatto per il Paziente. Quella dolcezza che nasce da una grande conoscenza della anatomia, del rispetto delle strutture nervose ed ematiche, ed in definitiva ... del Paziente.

 

 

 

 

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