Peeling

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I love peeling!
Resta uno dei trattamenti più sicuri e meno invasivi per ringiovanire la pelle e migliorarne visibilmente gli inestetismi più diffusi: dall’acne ai danni da foto-ageing, dalle macchie (o melasma) fino alle rughe e ai segni del tempo. È il peeling medico. Nessun effetto collaterale, a parte rossori, irritazioni e, in certi casi, desquamazione che, in genere, scompaiono con rapidità. Solo in caso di pelle sensibile, è consigliabile un test preventivo. Quattro i tipi principali: molto superficiale, superficiale, medio e profondo, a seconda degli strati cutanei e dermici che rimuove. Molti i fattori da cui dipende la potenza di un peeling: dal tipo di sostanza utilizzata alla sua
concentrazione, dal numero dei “passaggi” alla tecnica di applicazione, dalla preparazione al tipo di della pelle (e alla zona trattata) fino al tempo di posa.
Prima e dopo
Per la buona riuscita del peeling, è necessario sottoporre la pelle a un trattamento preliminare, utilizzando, nelle due settimane precedenti, creme a base di alfaidrossiacidi, specie acido glicolico, o di sostanze schiarenti (idrochinone, acidi cogico e azelaico ). Obiettivo: diminuire notevolmente il rischio di reazioni post-infiammatorie e di pigmentazioni anomale. Ma anche nei giorni successivi, sono necessarie alcune accortezze. La pelle va pulita con un detergente delicato, evitando qualsiasi sfregamento o irritazione, protetta con un’emulsione idratante e lenitiva. Per almeno due mesi, niente esposizioni al sole o a lampade Uv, soprattutto nel caso di carnagione scura. L’equipe medica del Poliambulatorio Sanpietro effettua tutti i peeling più efficaci e meno invasivi. Eccoli.
Con alfaidrossiacidi (Aha)
Presenti in natura, all’interno di mele (acido malico), agrumi (acido citrico), latte (acido lattico), uva acerba (acido tartarico), canna da zucchero (acido glicolico) e aceto (acido acetico), gli alfaidrossiacidi (Aha) distinguono la maggior parte dei peeling più usati, che aiutano a combattere photo e cronoaging, ipercheratosi, cicatrici da acne, seborrea e macchie. Il più noto è quello a base di acido glicolico. Il suo effetto cambia, a seconda della concentrazione: idratante fino al 6%, lievemente esfoliante dall’8 al 15%. Azione che diventa più incisiva, quando raggiunge livelli più elevati: dal 20 al 70%. Di recente, un altro alfaidrossiacido ha attirato l’attenzione dei dermatologi: l’acido mandelico. Presente nell'estratto di mandorle amare, ha dimostrato ottime performance riparatrici e depigmentanti, riducendo al minimo bruciori e irritazioni.
La soluzione di Jessner
È una soluzione dalle proprietà esfolianti e antimacchia, composta da diversi acidi, tra salicilico e lattico, oltre a resorcina e alcool denaturato. Quando è usata da sola, permette l’esecuzione di un peeling superficiale, tale da essere paragonato ad un acido glicolico al 70% o TCA 10-15%,
se in combinazione con altre sostanze, la sua potenza aumenta fino ad assumere le caratteristiche di un peeling di media forza.
Con TCA (acido tricloracetico)
Efficace e poco invasivo, serve a effettuare peeling antietà superficiali, medi e profondi. Tra i suoi plus: non è tossico e può essere ripetuto più volte sullo stesso paziente. Può puntare su concentrazioni di questa sostanza, che variano dal 10 al 40 % ed essere utilizzato da solo o in combinazione con altre sostanze e metodiche: dalla soluzione di Jessner, all’acido glicolico fino alla microdermoabrasione.
Yellow Peel
Così denominato per il colore giallo zafferano del composto, è formato, anche in questo caso, da un mix di acidi: retinoico (in grado di stimolare il ricambio cellulare), fitico (antiossidante), azelaico (antibatterico), cogico (schiarente, inibisce la formazione di melanina), salicilico (esfoliante). Più altre sostanze, tra cui bisabololo (antinfiammatorio-antisettico) e vitamina C stabilizzata (rivitalizzante). Indicato soprattutto nel trattamento di macchie di vario genere, fotoinvecchiamento (photoaging) e acne in fase attiva, questo peeling richiede un’applicazione prolungata, che dura alcune ore e, sebbene ben tollerato, comporta una esfoliazione a partire dal 3-4° giorno che si conclude in genere in una settimana. In compenso l’effetto è superiore a quello di un alfa-idrossiacido (come l’acido glicolico) a fronte di effetti collaterali nulli o comunque minimi. Se necessario, si può ripetere dopo 3-4 settimane e può essere effettuato anche su pelli sensibili.
Enerpeel PA
Tra i peeling di ultima generazione, particolarmente soft, spicca l’Enerpeel PA. A base di acido piruvico ad alta concentrazione, dalle spiccate proprietà esfolianti, permette di ottenere una pelle più elastica, giovane e levigata, senza gli effetti collaterali dei trattamenti classici, come rossore, bruciore, forte desquamazione. Ciò grazie al particolare pool di sostanze idrofiliche e lipofiliche, che veicolano nei tessuti il principio attivo, neutralizzando le potenziali valenze irritanti. Non solo: è anche un peeling ideale per la delicata zona del contorno occhi, di cui migliora luminosità, tono e compattezza, attenuando le rughe d’espressione. Il medico applica il prodotto con un tampone, lasciandolo agire pochi minuti. E poi stende una specifica crema idratante e lenitiva. Dura un quarto d’ora circa, al termine del quale, avverti solo un lievissimo pizzicore e un debole eritema, che scompare entro poche ore dall’applicazione. La carnagione acquista subito turgore e luminosità, ma i risultati migliorano progressivamente.
Per un risultato al top, si consiglia un ciclo di 4-6 sedute ogni 15-20 giorni.
I booster
Si possono definire peeling.... ad alta precisione. Perchè colpiscono il bersaglio, ovvero un inestetismo cutaneo, in modo mirato, grazie a formule arricchite con “booster” (letteralmente il razzo propulsore che sta sulle navette spaziali), cioè sostanze attive, diverse a seconda del problema cutaneo. Tre le tipologie: antiossidante, antimacchia e specifico per l’acne. Il primo a base di acido citrico (al 30%), combatte efficacemente i danni dell’invecchiamento cutaneo e delle prolungate esposizioni al sole. Il secondo elimina, invece, macchie e irregolarità del colorito, grazie al mix di acidi citrico (al 30%), cogico (3%) e arbutina (2%). Infine, il terzo tipo di booster ha effetti purificanti ed è indicato in caso di pelle impurao segnata dall’acne. Le sue performance sono dovute a un mix di acidi citrico e mandelico, entrambi al 10%. Due le fasi: dopo il pre-peeling, il medico applica il booster integratore prescelto. E conclude il trattamento (che dura complessivamente 15 minuti circa) con un peeling classico di acido glicolico o “combinato” come l’HPP (Hygh Potency Peel). Rossore e irritazione - comunque più lievi rispetto ai trattamenti tradizionali - scompaiono rapidamente. Per potenziare gli effetti, è opportuno effettuare un ciclo di 6/8 sedute ogni 10/15 giorni, con progressivo aumento della potenza delle concentrazioni.








