Terapie combinate

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2 è meglio che 1!

 

Il principio è semplice, ma fondamentale: la sinergia, ovvero l’utilizzo combinato, di diversi trattamenti di medicina estetica sortisce risultati più soddisfacenti nella lotta contro il tempo. Sono le cosiddette “terapie combinate”, messe a punto dallo specialista a seconda delle esigenze della paziente. Si tratta, dunque, di protocolli personalizzati, più efficaci e mirati. Ecco un paio di esempi.  

 

Décolleté e mani più giovani

Chi vuole restituire tono e compattezza ai tessuti di mani, collo e décolleté, può provare in sequenza:

a) peeling + b) carbossiterapia + c) biorivitalizzazione.

a) peeling - Presenti in natura, all’interno di mele (acido malico), agrumi (acido citrico), latte (acido lattico), uva acerba (acido tartarico), canna da zucchero (acido glicolico) e aceto (acido acetico), gli alfaidrossiacidi (Aha) distinguono la maggior parte dei peeling più usati a fini estetici. Il più noto è quello a base di acido glicolico. Il suo effetto cambia, a seconda della concentrazione: idratante fino al 6%, lievemente esfoliante dall’8 al 15%. Azione che diventa più incisiva, quando raggiunge livelli più elevati: dal 20 al 70%.

b) carbossiterapia – Due gli step di questa metodica. Prima si inietta nel derma un cocktail di aminoacidi, che aumenta il ricambio cellulare e la sintesi di collagene ed elastina. Quindi si completa il trattamento con microiniezioni di anidride carbonica, per favorire la dilatazione della rete vascolare, ripristinando il corretto flusso di sangue nelle aree ‘asfittiche’ e migliorando, di conseguenza, la rigenerazione cellulare. La pelle appare più tonica e compatta e i contorni ridisegnati.

c) biorivitalizzazione - Sembra un filler, ma non lo è. La tecnica iniettiva è la stessa, cambia l’obiettivo. Parliamo della bio-rivitalizzazione (o bio-stimolazione). Non riempie le rughe, ma previene e combatte efficacemente l’invecchiamento cutaneo su viso, collo, décolleté e mani. Per queste infiltrazioni si può iniettare nella zona interessata acido jaluronico particolarmente fluido da solo (mediante microaghi o “penna”)

o abbinato a vari attivi (vitamine, aminoacidi, minerali, coenzimi…).

Nel primo caso, richiama acqua nei tessuti, ripristinando il giusto livello di idratazione e restituendo turgore, compattezza e luminosità alla pelle

(il trattamento si chiama Hydroreserve). Unito ad altre sostanze, invece, stimola anche i fibroblasti a produrre collagene ed elastina e svolge funzioni antiossidanti. I più diffusi sono Jalupro (ialuronico + aminoacidi) e Nctf 135 (soluzione fisiologica di vitamine, aminoacidi, minerali, coenzimi, acidi nucleici).

 

Per un nuovo total look

Un viso più fresco e luminoso, con 10 anni in meno sulla carta d’indentità?

La terapia combinata potrebbe essere questa:

a) thermage + b) filler + c) botox.

a) thermage – È un apparecchio a radiofrequenza monopolare, che emette un flusso di calore controllato, stimolando i fibroblasti a produrre collagene. Grazie a questa sollecitazione, le fibre “si accorciano”, la pelle “risale”, con un visibile effetto rassodante. Il tutto in una sola seduta.

Risultato: 
un “lifting non chirurgico” in un’ora, con un visibile rassodamento dei contorni di viso e collo.

b) filler - Sicuri, indolori, non richiedono test preliminari, i risultati si vedono subito e durano da qualche mese a un anno. Per le più sensibili, c’è persino la variante arricchita con lidocaina, un leggero anestetico, che agisce localmente. Sono gli ormai noti filler. Servono, innanzitutto, a riempire le rughe dall’interno, iniettando nel derma sottostante una sostanza bio-compatibile, come l’acido jaluronico, quindi ben tollerata e assorbita progressivamente dall’organismo. Ma sono impiegati anche per l’aumento e/o il rimodellamento di labbra, fronte, zigomi e mento, e per la correzione di solchi naso-labiali, zampe di gallina e rughe perilabiali. La sostanza resta la stessa – acido jaluronico, appunto -. A variare, a seconda degli obiettivi, la consistenza della molecola. Ecco perché anche lo strumento cambia: dall’ormai classico microago all’apposita “penna” fino microcannule ad hoc, rigide o molto flessibili.  

c) botox - La tossina botulinica di tipo A favorisce la decontrazione

e il rilassamento dei muscoli frontali, pellicciai e corrugatori, con la progressiva attenuazione della ruga, fino alla scomparsa della sua “memoria”. Il medico inietta una piccolissima dose di botox (pari a 25-30 unità, contro le circa 2.700 usate in medicina) all’estremità dei muscoli interessati. Inibendo la loro contrazione, le cellule riprendono a “riparare” spontaneamente la “memoria della ruga”. A tutto vantaggio anche della carnagione, che diventa più giovane e luminosa. I primi  risultati apprezzabili si notano dopo 4-5 giorni, quando cioè inizia il rilassamento del muscolo corrugatore interessato, e dopo un mese raggiunge il massimo effetto, che perdura per altri 3-6 mesi per poi scomparire lentamente. Il trattamento va ripetuto dopo 5-8 mesi.  

 

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